La Mia Scena

INCONTRI DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA E LABORATORIO TEATRALE PER METTERE IN SCENA MOMENTI  DI VITA VERA.

A cura di Andrea Ciantar
Sociologo – Esperto di autobiografia
e
Federica Festa
formatrice teatrale regista

Destinatari: adulti.
Durata: sei mesi, con incontri settimanali di tre ore ciascuno.
Numero massimo di allievi coinvolti: 15.
Obiettivo: realizzazione di uno spettacolo, da presentarsi entro giugno.
Natura del progetto:

Il progetto si articola in due parti:

–    la prima parte avrà carattere propedeutico, con gli obiettivi di inserimento del singolo nel gruppo teatrale, di acquisizione delle più elementari tecniche di espressione scenica, di esplorazione del rapporto vocalità/corporeità come evidenziato dalle principali scuole teatrali del Novecento. Il programma sarà svolto attraverso numerosi lavori di improvvisazione che permetteranno agli allievi di vincere le resistenze tipiche di chi affronta l’esperienza teatrale per la prima volta.
–     una seconda parte, più specifica, sarà dedicata a “Il teatro delle autobiografie”. Gli allievi verranno sollecitati alla lettura di brevi brani di scritture autobiografiche celebri, preferibilmente per ciò che attiene a racconti di adolescenza. Quindi, verranno condotti a trovare una forma di rappresentazione di queste scritture che si adatti al linguaggio teatrale.
Successivamente attraverso improvvisazioni guidate, si inzierà a lavorare su tematiche appartenenti alla loro storia personale, che rielaborino il loro passato in chiave teatrale. L’insieme dei racconti individuali, e ciò che emerge dal confronto con le autobiografie di riferimento, costituiranno la base su cui verrà costruito lo spettacolo di fine corso.

Partecipanti:        gruppo da  massimo 15 persone.
Durata :         6 mesi
Numero incontri :     24  incontri di 3 ore a cadenza settimanale
Totale ore:         60  ore

Due saggi sul teatro

disponibile in tutti i siti e nelle librerie

fare teatro con i piccolissimi di federica festa

 

Il timbro “respinto” opposto sul dorso del copione.

Una lunga linea rossa su una battuta dattiloscritta di un personaggio.

Questo bastava per annullare uno spettacolo.

Decideva, fino al 1962, l’Ufficio della Censura Teatrale.

Per ciò più di 700 copioni, in un secolo di storia italiana, sono rimasti chiusi nel cassetto dei produttori e degli autori e non hanno raggiunto il pubblico in sala.

E’ ora che se ne parli.

teatro proibito di federica festa

 

Frutta e Verdura Non Mi Fate Paura!

Spettacolo comico di interazione

Ispirato al racconto“Processo alle verdure”di Riccardo Latini
 per bambini da 3 ai 9 anni
Con Federica Festa e  Marco Delle Fratte
Costumi   Elsa Di Sante
Musiche   Matteo Festa

Lola e Marco sono compagni di scuola, di banco, ma non di merende.

Eh sì, Marco a merenda mangia sempre una mela, una pera o una banana, mentre Lola ha nello zaino solo merendine confezionate., perché odia frutta e verdura.

Una mattina, al suono della campanella della ricreazione, succede qualcosa di strano. Lola alza gli occhi dal banco e si ritrova dentro un aula di tribunale, dove gli imputati sono frutta e verdura,i giurati e i testimoni sono i bambini del pubblico e il giudice è un signore togato che somiglia molto al compagno di scuola, Marco.

In questo tribunale si giudica se la frutta e la verdura è cattiva come dicono molti bambini. Uno alla volta entrano in aula, dalla cella frigorifera, gli imputati e fanno la loro arringa difensiva: la giuria si trova di fronte una simpatica banana, che ricorda le sue proprietà e viene difesa dalla scimmia Sara; poi la snob signora zucca, che vuole distinguersi dalle cugine zucchine, e infine, un rustico fagiolo, che si difende dalle aerofagiche accuse.

 

 

Tutti provano a difendere la loro bontà, ma ci riusciranno?

Solo alla fine il verdetto.

E Lola, al risveglio avrà un bella sorpresa…

E voi, dove mettete la frutta e la verdura, tra i buoni o i cattivi?

Lo spettacolo informa su una corretta alimentazione, a base di frutta e verdura di stagione, sulle proprietà di alcuni alimenti e sui rischi di abuso di merendine e carboidrati; il tutto, a detta delle insegnanti e degli spettatori, in maniera divertente e coinvolgente.

Babbo Natale e le Vacanze di Pasqua

Da un’idea di Federica Festa

Scritto da Federica Festa e Alessandro Mancini

Con

MARCO DELLE FRATTE E FEDERICA FESTA

Costumi Elsa Di Sante

 

Lola è una bambina felice e viziata di otto anni che sembra che ne ha nove, ha tutto, perfino il cellulare che fa le sottrazioni. E’ il 25 ottobre e  la vediamo nella sua stanzetta a scrivere la letterina a Babbo Natale…Il problema è che quest’anno non sa cosa proprio cosa chiedere…ha tutto!

Ad un tratto si sente un gran frastuono e dal camino arriva polveroso e inaspettato Babbo Natale con un grande sacco pieno di palloni da calcio. Eh, si, ha di nuovo spagliato giorno, mese e indirizzo. Il nipote di Nonno Natale venuto dal nord soffre infatti da qualche tempo di smemoranza senile – un disturbo dovuto allo stress da iperlavoro e da mancanza di riposo – e confonde Agosto con Dicembre, i bambini dell’Australia  con quelli dell’Austria, la festa di Natale col compleanno di Natalino.  La verità è che non voleva forse fare il Babbo Natale da grande e quindi non potete immaginare i disastri che combina per il mondo…le stesse renne hanno iniziato a stancarsi di tutti queste retromarce.

Ma ora ha trovato nella casa di Lola la giusta cura al suo male. Lola saprà aiutarlo e offrire al nostro Babbo Natale l’antidoto miracoloso. In cambio, per Lola, non più noiosi giocattoli televisivi ma…

Lo spettacolo prevede il coinvolgimento degli spettatori e Babbo Natale ha chiesto che ogni bambino che viene a vedere lo spettacolo porti la sua letterina.

SCHEDA TECNICA

Genere: comico

Durata: un’ora

Attori: due

Tecnico:1

Audio: amplificazione di base per riprodurre cd

Luci: di base

 

Esigenze specifiche: che i bimbi all’inizio dello spettacolo consegnino alla compagnia le lettere per Babbo Natale, in modo da inserirle nello spettacolo.

Palco Libera Tutti

Laboratorio teatrale per bambini 3-10 anni

La proposta si fonda sulla necessità del fare teatro come pedagogia di vita Teatro è

 SOCIALITA’

Prima di tutto. Vuole accordi di gruppo per essere attuato. L’attività teatrale implica l’accettazione della libertà e del punto di vista dell’altro, la discussione e il coordinamento delle azioni. Tutto ciò forma alla vita di gruppo e favorisce la socializzazione, dando spazio a ciascuno nelle diverse funzioni.

CREATIVITA’

Lo sviluppo del potenziale fantastico è la finalità liberatoria che il teatro offre, e il corpo ne rappresenta la fonte e il veicolo principale. La messa in atto di tutte le potenzialità motorie, mimiche, gestuali, sonore, permette di appropriarsi dei molteplici linguaggi del teatro.

INTERDISCIPLINARIETÀ

La teoria e la pratica del teatro sono un buon antidoto alla parcellizzazione del sapere e alla divisione fra le materie. Continuamente, infatti, il teatro sconfina nella altre arti e nel momento storico di cui è frutto.

PROGRAMMA DEL CORSO

Scopo primario del laboratorio teatrale è quello di favorire lo sviluppo della libera espressione della fantasia e delle emozioni. Anche se in questo caso non si tratta di formare degli attori – sarebbe pretenzioso oltre che improponibile –  l’uso pedagogico del teatro si avvale altresì della stessa tecnica dell’attore e segue un percorso di lavoro che, fase dopo fase, conduce all’acquisizione degli elementi base di quest’arte. L’attore produce spettacolo e dà vita a un’opera d’arte, lo studente “gioca al teatro” per capire e crescere. Cambia la finalità ma la grammatica è la stessa.

Il laboratorio si avvale della partecipazione attiva dei bambini e prevede un lavoro propedeutico di apprendimento delle basi del fare teatro: lo strumento corpo, lo strumento voce, l’ improvvisazione, la psicomotricità, il racconto, il testo teatrale e la sua costruzione, l’ approccio al personaggio.

Gli incontri saranno di cadenza settimanale della durata di  un’ora e mezza ciascuno; a fine corso si svolgerà il saggio-spettacolo. Il laboratorio si articola in quattro fasi di studio:

1° fase:     Esercizi per il decondizionamento e la presa di coscienza del corpo –  la respirazione –  la vocalità –  lo spazio scenico- il ritmo

2° fase    Lavoro sull’ improvvisazione corporea gestuale e vocale, la pantomima, elementi di mimo, la drammatizzazione, lo studio sugli animali.

3° fase   Tableau vivant –  dal racconto alla scena  –  danza e movimento scenico individuale e di gruppo.

4°fase     Costruzione del saggio – spettacolo finale che ingloberà tutte le tecniche studiate durante il corso. I ragazzi inoltre affronteranno in quest’ultima fase l’ approccio con un copione, l’assegnazione dei ruoli, la costruzione delle scene e dei costumi.

 

La Fidanzata di Pinocchio

Spettacolo teatrale interattivo per bambini sinceri e non

di e con Federica Festa
La fata turchina è Novella Morellini
Consulenza magica Mago Mancini

Dove l’avete lasciato la storia di Pinocchio? Forse all’ultima pagina che ha scritto il signor  Collodi? Sapete come prosegue la vita da bambino buono? No! Fa niente, ve lo diciamo noi, in questo spettacolo.

Pinocchio, ormai diventato un giovanotto in carne e ossa si è fidanzato con una sua vecchia fiamma, una ragazza scapestrata che ha conosciuto al Paese dei Bernoccoli. Ed è proprio lei che vogliamo farvi conoscere. La fidanzata di Pinocchio si chiama Pina, ha ancora il vizio della bugia e non è proprio un angioletto. La conosciamo perché è appena scappata di casa e la Fatina Tacchina la sta cercando inutilmente.

Nel suo fuggire Pina incontra i bambini e li istruisce su come diventare malandrini come lei: con una ferrea logica “lucignolesca” comincia a spiegare quanto faccia male lavarsi, andare a scuola, e fare i compiti. Invita tutti a seguirla al Paese dei Bernoccoli: certo, lì i libri sono vietati, si gioca tutto il giorno e si mangiano spaghetti alla nutella!

La nostra eroina, che in compenso non sa contare ne fare le addizioni, si ritrova all’ennesima bugia un naso lungo lungo e le spuntano due pelosissime orecchie da asino. Per fortuna arriva la bellissima e altissima Fatina tacchina, tanto cresciuta perché nella sua vita non ha mai detto le bugie di secondo tipo, quelle che fanno accorciare le gambe. La Fata, con una formula magica, salva Pina e la riporta sulla retta via, quella di casa, dove anche l’ormai  buon Pinocchio l’aspetta.

Lo spettacolo è condito con filastrocche, allungamenti di naso, di orecchie e tante magie, ma soprattutto vive grazie alla partecipazione dei bambini che vengono coinvolti in gare di bugie, colpi di bacchetta magica, travestimenti e giochi come al vero Paese dei bernoccoli.La fidanzata di Pinocchio gira l’Italia nelle scuole, nei teatri e nei parchi tematici. E’ uno degli spettacoli della Fondazione Collodi per il Parco  DI PINOCCHIO.

Meglio un Amore o un Torcicollo?

Coppie in tempo di crisi

Ufficio stampa Marino Midena
Consulenza musicale di Massimo Gervasi
Allestimento Carlo Mastrogiacomo

In scena Federica Festa, attrice-autrice comica che ha lavorato con Serena Dandini, ha collabora con Dacia Maraini, ha vinto nel 2007 il premio Mezzogiorno come migliore attrice emergente italiana.
Daniele Miglio nato e cresciuto al fianco di Fiorenzo Fiorentini, con cui ha collaborato per anni, è apparso sul  grande schermo con il film “Romanzo Criminale” e “Vallanzasca”.

Lo spettacolo comico Meglio un amore o un torcicollo?, una nuova produzione dell’associazione Teatro23, racconta di due irrisolti attori romani, Federica e Daniele appunto, che si ritrovano, loro malgrado, a fare uno spettacolo teatrale sull’amore.
Mentre da un lato infatti si alternano otto sketch classici della comicità del ‘900 -dall’avanspettacolo alle scenette della prima tv fino alla narrativa contemporanea – dall’altro i due attori non mancano di far sorridere delle loro stesse insicurezze sentimentali, tra l’attesa di un sms e l’incontro di un ex, mentre sullo sfondo la crisi economica sembra condizionare le loro scelte. Eppure non e’ così perché ogni sera lo spettacolo cambia…
Si ride certo, ma ci si rispecchia anche un po’.
Tra uno sketch e l’altro accompagnati da bravi celebri d’amore, i due attori si raccontano.

Il finale dello spettacolo è affidato al pubblico, che deciderà, attraverso una votazione, se far trionfare l’amore o il torcicollo, e quindi segnare l’esito degli eventi dei due protagonisti.
Gelosia e tradimento sono al centro della scena, ma non mancano le coppie che discutono di cibo, dieta e calcio, figli. Tutto intorno al tema della coppia, del confronto tra donna e uomo, in quel continuo attrarsi e respingersi che è il gioco d’azzardo forse più avvincente nella vita.
Uomini e donne che si parlano e a volte non si capiscono, che si guardano e non si vedono, nella continua dimenticanza che siamo diversi…

Cast:

In scena Federica Festa, attrice-autrice comica che ha lavorato con Serena Dandini, ha collabora con Dacia Maraini, ha vinto nel 2007 il premio Mezzogiorno come migliore attrice emergente italiana.

Daniele Miglio nato e cresciuto al fianco di Fiorenzo Fiorentini, con cui ha collaborato per anni, è apparso sul  grande schermo con il film “Romanzo Criminale” e “Vallanzasca”.

Regia

Matteo Festa, sceneggiatore  e autore teatrale, svolge regie teatrali.

 

Ricreazione!

IN TERZA B CON LA PROF. Di LETTERE DI MARIA STELLA GELMINI

Di e Con
Federica Festa

Supervisione di Rocco Ciarmoli
Voce preside di Eugenio Masciari

VINCITORE DEL PREMIO
“Vittorio Mezzogiorno”

(vinto già da Ascanio Celestini, Davide Enia,Valerio Mastrandrea) come miglior attrice emergente.

Suona la campanella…
Gli spettatori-studenti entrano in sala e si trovano in un’ aula scolastica in tutto e per tutto:
per ognuno di loro un banco verde e una sedia li aspetta.
In cattedra la prof. Spinelli, buffa e severa insegnante di lettere, precaria da ventidue anni e ormai stanca di aspettare una cattedra che non arriva mai. La troviamo addormentata sui temi di italiano da correggere, ma la campanella anche questa volta la sveglia e inizia la sua ora di lezione, in terza B.
Appello, giustificazioni, spiegazione del Manzoni, consegna compiti e interrogazioni a tappeto proprio come tante altre mattine, ma qualcosa rende quel giorno unico.
Il bidello consegna una circolare di sospensione dall’incarico per la prof Spinelli per inadeguatezza professionale…
La nostra prof, metafora di una scuola in cui i presidi chiedono agli allievi di connettersi ad internet perché non sanno farlo, ha vissuto per anni tra luci al neon, graduatorie, antologie e sedie che rompono le calze. Ha difeso il crocifisso nelle aule come simbolo dei valori della nostra società, della solidarietà. E ora quella stessa scuola la mette alla porta.
Di fronte ai suoi studenti la sua austerità si scioglie, e la prof si ritrova a interrogarli ancora una volta, ma non sul Manzoni, ma sulla scuola che vorranno.
In compagnia di una prof antiquata e severa, ma buffa e maldestra, appassionata di poesia e di coccoina, dell’epoca della Restaurazione si compie un viaggio divertente in una terza B di oggi.

CRITICA DI STAMPA E DI SETTORE:

“L’irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini”

Carlotta de Leo, Corriere della Sera

“Ricreazione: Diverte, impegna, appaga.”

Tiberia de Matteis, Il Tempo

“L’insegnante Spinelli travolge il pubblico”

Gabriella Gallozzi, L’unità.

“Il talento indiscusso di Federica, la sua comunicativa, la capacità di far ridere trattando un tema attuale e scottante. Il fatto che il suo é uno spettacolo “piccolo”, fatto con pochi mezzi, ma che a maggior ragione é la prova che il teatro fatto con passione e amore, e la recitazione in generale, non hanno bisogno di molti orpelli, né di grandi mezzi.Anche attraverso poche cose, si può emozionare e far ridere, con le sole doti dell’attore”

Giovanna Mezzogiorno, Attrice

La professoressa Festa-Spinelli mette tutti al proprio posto e lo fa con un’ironia garbata ed elegante. La sua comicità è così autentica da sconfinare ogni tanto in un riso dal gusto un poco amaro, dovuto a una riflessione attenta su una scuola che giorno dopo giorno testimonia la sua crisi, attraverso il disagio sociale del precariato. E in questa condizione di precarietà in cui si trovano insegnanti, giovani, ideali e perfino le mura delle aule una sana ricreazione diventa il miraggio di una nuova scuola.
Consigliato ai professori, quelli veri, ai genitori, agli alunni.”

Tiberia de Matteis, Roma C’è

GLI SPETTATORI HANNO SCRITTO

(tratto da Il diario dello spettatore, Festival OperaPrima, Teatro del Lemming, Rovigo)

Ho rivissuto un bel sogno di quando ero a scuola tanto che mi dispiace che fosse l’ultimo giorno (di scuola)
M’ero persino affezionato alla prof.

Davvero divertente e velato di una critica sottile.

Samuele

Un’attrice stupenda, bravissima ci ha divertito
tantissimo con intelligenza ed ironia, ma ci ha spiazzato
alla fine con dolcezza e malinconia.
Forte forte forte!!!

Anonimo

Stupendo, meraviglioso! Complimenti all’insegnante bravissima!

Anonimo

L’ho trovato divertente e allo stesso tempo reale!!!

Anonimo

In alcuni momenti ho creduto di essere veramente a scuola!
Grazie a Federica!!!

Anonimo

Ho appena fatto un viaggio nel tempo ma a scuola non
ricordo di essermi mai divertita così. Grazie, è stato per
me anche molto commovente perché lo spettacolo si è
svolto nella mia scuola superiore.
Buon lavoro.

Camilla

Geniale, originale, da portare nelle scuole.Anonimo

Ho riso un sacco, mi sono molto divertita ma è stata anche un’ora dei “perché”, una riflessione sulla capacità delle istituzioni di annullare le persone.
E di come i giudizi arrivano sempre a colpirti alle spalle.
Che poi ti rendi anche conto di quanto sai bene la pubblicità
e poco le poesie. Che amarezza!

Anonimo

Federica Festa è molto brava.
Lo spettacolo mi è piaciuto molto, è stato un ritorno alle superiori assai divertente.Magari le prof. fossero state tutte cosi. Avremmo appreso il doppio divertendoci: o forse no?

Anonimo

Divertente.
Con qualche tocco di poesia. Da morir dal ridere!
Bravissima prof, leggera, immediata, capace di essere
drammatica e poetica, bella la mimica.

Uno spettacolo che rivedrei volentieri!

Elisabetta Mazzulla